Delude l’Overmach, rialza la testa il Petrarca. Playoff più vicini per i padovani

May 4th, 2008

petrarca-overmach21.jpg

Dal Corriere del Veneto del 04.05.08

Tutto comincia e finisce nel migliore dei modi per il Carrera. Nel match decisivo del Plebiscito contro l’Overmach un primo tempo di inedita concretezza, chiuso sul 24-0, rilancia in modo perentorio le quotazione padovane, piuttosto sbiadite negli ultimi tempi.

Al termine i petrarchini si abbracciano in mezzo al campo e rivedono l’obiettivo stagionale dei playoff alle spese dello stesso Parma, scavalcato in classifica, e con la complicità delle contemporanee sconfitte di Capitolina e Rovigo. Pur con un calendario in salita (sabato trasferta a Viadana, chiusura in casa con Treviso), il Carrera scatta con il vantaggio di tre punti nella corsa per il quarto posto che si consumerà negli ultimi 160′ della stagione regolare.

pauletti2.jpgFra le soddisfazioni dell’inizio e della fine una ripresa da dimenticare per mezz’ora, quando l’Overmach rimonta da 24-0 a 24-19 con Galatro e compagni che appaiono confusi e in debito di ossigeno sotto il primo caldo sole della stagione: i tuttineri risolvono il rebus solo negli ultimissimi minuti serrando e fila in difesa e dicendo “merci” a Mercier, che suggella con una sua invenzione il 31-19 definitivo.

Era sembrato un match avaro di emozioni. Dopo 11′ il Carrera era già 14-0 con la meta di Lopez Gonzales ispirata da Mercier e quella firmata da Rizzo dopo un break di Acuna. Nonostante una rimessa non inappuntabile ed una certa prevedibilità nel gioco al largo, i padovani mettevano spesso in difficoltà una difesa parmense disorganizzata ed imbarazzante.

Dalla loro i padroni di casa attaccavano con pazienza e rigore e arrotondavano dalla piazzola con Mercier, autore tuttavia di un misero 1 su 5 alla fine. Ancora Lopez Gonzales, in prima fase e da una touche sporcata, fissava il 24-0 con cui si cambiava campo.

gioia-petrarca3.jpgCon l’ingresso di Travagli al posto di uno spento Denis Dallan (era Pellicena a spostarsi all’ala) l’Overmach ritrovava ordine ed efficacia. Segnavano l’ex Chillon, quindi su rolling-maul Tejeda e Vosawai, mentre il giallo a Davis complicava ulteriormente le cose per il Petrarca prima del finale thrilling. Sollievo per i tifosi padovani solo con la meta di Mercier.

I migliori in campo: Lopez Gonzales, Pauletti (nella foto al centro) e Mercier per il Petrarca, Vosawai, Tejeda e Travagli fra gli ospiti.

I Crusaders e una meta da sogno. Undici giocatori a sostegno e un tuffo finale alla Klaus Dibiasi

April 26th, 2008

Magari molti di voi l’avranno già vista, ma mi sembrava doveroso postare da RugbyDump (il mio sito di rugby preferito) questa meta da sogno realizzata dai Canterbury Crusaders contro i Lions nel Super14. E’ un pezzo di accademia sul “running rugby” e sul principio del sostegno: l’ovale passa da dieci paia di mani fino a quando Sean Maitland viene bloccato a pochi centimetri dalla meta. E poi, sul raggruppamento seguente, il mediano di mischia Andrew Ellis compie un tuffo degno di Klaus Dibiasi e tocca in area…

L’orgoglio del VeneziaMestre, l’inconcludenza del Petrarca. Per il Carrera playoff sempre più lontani

April 21st, 2008

galatro

Dal Corriere del Veneto del 21 aprile.

Casinò di Venezia e Carrera fermano il punteggio sul 23-23, raggranellando due punti in classifica a testa a conclusione di un derby vibrante, ben diretto da De Santis.

Sorridono i padroni di casa, la cui salvezza è ormai acquisita: con quattro partite ancora da giocare sono 15 i punti di distacco dal Catania, ultimo in classifica. E dopo un avvio incerto Venezia ha ora raggiunto l’assetto migliore, in termini sia di organico che di gioco. Josh Levi è tornato finalmente ai suoi livelli migliori ed è un costante pericolo nel midfield, il pack si confronta alla pari con ogni avversario, tutto il resto della squadra si muove in campo con fiducia e pertinenza, soprattutto nella fase difensiva.

ve-petr-per-blog.jpgSi dispera il Petrarca, che vede sempre più allontanarsi l’obiettivo stagionale dei playoff nonostante la contemporanea sconfitta dell’Overmach a Roma, con la Capitolina che supera a sua volta i padovani al quinto posto. Musi lunghissimi nello spogliatoio padovano, alla fine, e segnali poco confortanti sulla compattezza dell’ambiente. Così l’allenatore Pasquale Presutti: “Abbiamo sbagliato le scelte di gioco nel finale, quando avremmo dovuto occupare la parte centrale del campo in vista di un eventuale piazzato, mentre nel primo tempo siamo stati ingenui nelle due mete subite. C’è molta pressione, ogni cosa diventa difficile”.

Il Carrera era partito bene issandosi sul 10-0 con la meta di capitan Galatro (ancora una volta fra i migliori in campo - nella foto in alto, sconsolato a fine match) e il piede di Little. Ma il VeneziaMestre sfruttava bene il favore del forte vento con un Ryan Bambry ottimo in regia e dalla piazzola (5 su 5 il suo tabellino definitivo nei calci) e rovesciava il punteggio fino al 17-10 con le segnature di Perziano e Bado propiziate dai break di Levi e Rameka.

padro-per-blog.jpgPadova, che aveva scelto di rinunciare a Mercier, non sapeva creare quesiti alla solida difesa di casa, al di là delle penetrazioni in asse vicino ai raggruppamenti. Bene Padrò, ma l’assenza di Koyamaibole si faceva sentire, mentre dall’altra parte era stoico il sacrificio nel placcaggio di Wium, Candiago e Minello, capisaldi del pack in questa stagione.

Nella ripresa, con il vento alle spalle, il Carrera risaliva dal 10-20 al 23-20 in virtù delle punizioni di Little e di una meta di Padrò (foto a fianco), prima del centro di Bambry per il pareggio. Finale garibaldino dei padovani, che per tre volte fra drop e piazziati avevano l’occasione del 26-23, ma Little non trovava la mira.

L’Irfu cerca il successore di O’Sullivan, tutti gli irlandesi vogliono Kidney

April 13th, 2008

o'sullivan rugbySi è aperta in Irlanda la corsa alla successione di Eddie O’Sullivan (nella foto), silurato dopo la brutta figura del XV del trifoglio ai Mondiali e al Sei Nazioni. La IRFU sembra intenzionata ad affidarsi ad un santone con grande appeal internazionale. C’entrano anche questioni di immagine: dopo che la Nazionale di calcio ha messo sotto contratto Giovanni Trapattoni (con Tardelli e Brady nel suo staff), nell’isola del boom economico il rugby vuole dimostrarsi all’altezza dei concorrenti quanto a capacità economiche e imprenditoriali.

Fra i potenziali candidati alla panchina dell’Irlanda ci sono il campione del mondo Jake White, l’ex All Black John Mitchell e l’australiano Eddie Jones. Nell’ultima settimana è emerso anche il nome dell’altro sudafricano Heineke Meyer, già allenatore dei Bulls, del quale si era parlato anche come successore di White agli Springboks.

kidney rugbyL’opinione pubblica irlandese però è tutta a favore di un coach casalingo, e cioè il guru del Munster Declan Kidney (foto). Dopo il successo dei rossoblù a Gloucester, nei quarti di Heineken Cup, la stampa si è schierata unanime a favore di Kidney, capace ancora una volta di azzeccare mosse azzardate nel XV titolare (lasciando in panchina gente come Peter Stringer) e di preparare il match nel modo migliore.

Vittoria del Munster 16-3 su uno dei campi oggi più duri d’Europa, con la meta di Doug Howlett nel video. L’Irfu renderà nota la sua decisione probabilmente già la prossima settimana.

Il Benetton ferma il Viadana, ma il gioco ancora non c’è

April 6th, 2008

maul-benetton-viadana.jpg

Dal Corriere del Veneto del 6 aprile 2008.

Il Benetton ferma a Monigo il Montepaschi e rivede la testa del Groupama Super Ten, oggi con i biancoverdi in ritardo di un solo punto rispetto allo stesso Viadana. Ma sul piano del gioco Treviso dimostra invece preoccupanti limiti, pur mascherati dal mestiere e dalla concretezza.

“Siamo al 60%, ancora lontani dai nostri obiettivi”, rilevava l’allenatore Franco Smith a fine partita, “in ogni caso vedo molti progressi, abbiamo raggiunto una certa intesa e ora possiamo considerarci davvero una squadra”.

howarth.jpgGli ospiti ci hanno messo del loro con una sequenza di errori imperdonabile per una formazione con ambizioni da scudetto: emblematica alla fine del match la severa rampogna di Jim Love di fronte ai suoi giocatori, a testa bassa come scolaretti. “Troppe sciocchezze, e nessuno ha rispettato il piano di gioco che avevamo predisposto”, accusa il tecnico neozelandese, nerissimo. “Comunque il Benetton ha disputato un’ottima partita: ha difeso molto bene e usato il piede nel modo giusto, cosa che noi non abbiamo fatto”. Deludente la coppia mediana titolare composta da Howarth (nella foto) e McGrath, meglio nella ripresa Pilat-Brancoli.

La sfida si gioca a ritmi piuttosto bassi, quasi le due squadre vogliano nascondere le carte migliori per le mani davvero importanti, più avanti nella stagione. Viadana dà l’impressione di disporre di maggiori qualità individuali e di trame più chiare nel gioco al largo, ma rimanda continuamente la zampata decisiva. Il Benetton bada più a controllare che a offendere e affida la conquista del territorio al piede di Marcato e Goosen, al rientro dall’infortunio al collo.

Proprio da un calcio di allontanamento del sudafricano nasce la prima meta biancoverde: Robertson si impappina sulla pressione dei trevigiani, ovale recuperato e preciso cross-field kick di Marcato che pesca De Jager in area. Mentre le decisioni dell’arbitro padovano Marrama sono spesso criptiche (e raramente a favore del Benetton, tanto che le urla di protesta di Vittorio Munari echeggiano fino alla tribuna opposta), Treviso fatica ad ottenere palloni puliti dai raggruppamenti e dalle touche.

barbieri.jpgMa i campioni d’Italia sono terribilmente concreti e respingono la rimonta di Viadana prima con una meta di Goosen in chiusura di primo tempo (brutto il placcaggio in ritardo di Geldenhuys, che meritava il giallo) in chiusura di primo tempo e quindi alla mezz’ora della ripresa con un guizzo del vivace Robert Barbieri, fra i migliori (foto a fianco). Un calcio dell’ex Pilat a tempo scaduto fissa il 24-19 finale e frutta al Viadana il bonus difensivo.

Smith aveva annunciato nel XV di partenza Picone ed Orlando. Poi ha invece rischiato Goosen, ancora convalescente dall’infortunio al collo. “Non volevo fare pretattica, solo un incomprensione. Picone è una valida alternativa come centro, ma sta ancora recuperando da uno stiramento”.

Cinque italiani nei due XV titolari: Marcato, Semenzato e Costanzo fra i biancoverdi, Pace e Ferraro fra i gialloneri…